lunedì 1 ottobre 2007

xanax

L'Alprazolam è un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine, viene usato contro gli attacchi di panico e diversi disturbi da ansia.

L'Alprazolam è un ottimo farmaco contro gli attacchi di panico, ne attenua i sintomi (tachicardia, malessere, sudorazione), ma deve esserne evitato l'uso prolungato oltre le due settimane perché il farmaco induce dipendenza.

In situazioni di emergenza cioè durante gli attacchi di panico il farmaco assunto in dosi opportune entro 30-40 minuti può risolvere la situazione. A causa della dipendenza da Alprazolam come per le altre benzodiazepine è importante la sospensione graduale del farmaco in modo da portare, entro due settimane alla completa sospensione. La tolleranza (bisogno di aumentare la dose per sentire gli effetti della sostanza) sopravviene dopo lunghi trattamenti. Risulta avere una emivita valutabile in 6-8 ore.

descrizione dettagliata

La caratteristica essenziale del Disturbo di Panico è la presenza di Attacchi di Panico ricorrenti, inaspettati, seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente di avere un altro Attacco di Panico.
La persona si preoccupa delle possibili implicazioni o conseguenze degli Attacchi di Panico e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi, principalmente evitando le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi.
Il primo Attacco di Panico è generalmente inaspettato, cioè si manifesta "a ciel sereno", per cui il soggetto si spaventa enormemente e, spesso, ricorre al pronto soccorso.
Per la diagnosi sono richiesti almeno due Attacchi di Panico inaspettati, ma la maggior parte degli individui ne hanno molti di più.
La frequenza e la gravità degli Attacchi di Panico varia ampiamente. Ad esempio alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti (per es., una volta a settimana), che si manifestano regolarmente per mesi. Altri riferiscono brevi serie di attacchi più frequenti (per es., quotidianamente per una settimana) intervallate da settimane o mesi senza attacchi o con attacchi meno frequenti (per es., due ogni mese) per molti anni.
Vi sono anche i cosiddetti attacchi paucisintomatici, molto comuni negli individui con Disturbo di Panico, che sono degli attacchi in cui si manifestano soltanto una parte dei sintomi del panico, senza esplodere in un vero attacco. La maggior parte degli individui con attacchi paucisintomatici, tuttavia, hanno avuto Attacchi di Panico completi in qualche momento nel corso del disturbo.
Gli individui con Disturbo di Panico mostrano caratteristiche preoccupazioni o interpretazioni sulle implicazioni o le conseguenze degli Attacchi di Panico. Alcuni temono che gli attacchi indichino la presenza di una malattia non diagnosticata, pericolosa per la vita (per es., cardiopatia, epilessia). Nonostante i ripetuti esami medici e la rassicurazione possono rimanere impauriti e convinti di avere una malattia pericolosa per la vita. Altri temono che gli Attacchi di Panico indichino che stanno "impazzendo" o perdendo il controllo, o che sono emotivamente deboli. La preoccupazione per il prossimo attacco o per le sue implicazioni sono spesso associate con lo sviluppo di condotte di evitamento che possono determinare una vera e propria Agorafobia, nel qual caso viene diagnosticato il Disturbo di Panico con Agorafobia.

un po' di storia

Fin dai tempi dell’antica Grecia è stato descritto un disturbo che provocava paure irragionevoli in soggetti sani di mente.
La parola panico deriva dal nome di Pan, una divinità della mitologia greca, che induceva un improvviso ed intenso stato di terrore nei viandanti (vedi figura).
Il disturbo di panico (DP) rientra fra i disturbi psichici più frequenti, con una prevalenza nel corso della vita di circa il 2%; negli ambienti medici generali, le percentuali di prevalenza variano dal 10 al 30%, e circa il 10% dei pazienti inviati per un consulto psichiatrico ne sono affetti.
La sua incidenza nella popolazione femminile è circa il doppio rispetto a quella maschile.
Può comparire ad ogni età, ma più spesso esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. Il decorso è solitamente cronico con un’alternanza di periodi di crisi e di remissioni che talvolta durano anni. Alcuni soggetti possono manifestare un andamento clinico continuativo.
I soggetti affetti da DP sono spesso incompresi da familiari, amici e colleghi di lavoro, che minimizzando la gravità della sintomatologia riferita, possono contribuire a ritardare un tempestivo invio allo specialista per le cure necessarie. Un trattamento inadeguato, o mancato, comporta un maggior rischio di cronicizzazione della patologia; tale esito può risultare molto invalidante per il soggetto, inducendo una notevole compromissione del funzionamento sociale e lavorativo.
Il DP si caratterizza per la presenza di ricorrenti attacchi di panico.
Per attacco di panico si intende un episodio improvviso di terrore inaspettato accompagnato da sintomi fisici: è la forma più acuta, più intensa, più circoscritta temporalmente, di ansia; assume la caratteristica della crisi, cioè insorge rapidamente ed improvvisamente; si associa alla sensazione di pericolo incombente o alla convinzione che siano imminenti la perdita di controllo, la morte o la pazzia.
Durante l’attacco si possono presentare i seguenti sintomi:
1) palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia;
2) sudorazione;
3) tremori;
4) respiro affannoso o sensazione di soffocamento;
5) sensazione di asfissia;
6) senso di costrizione o dolore al petto;
7) nausea o disturbi addominali;
8) sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento;
9) impressione di essere distaccati da se stessi, o che le cose intorno non siano reali;
10) paura di perdere il controllo, o di impazzire;
11) paura di morire;
12) formicolii alle mani o ai piedi;
13) brividi o vampate di calore.

Perché un episodio sia diagnosticabile come attacco di panico devono essere presenti almeno 4 dei 13 sintomi elencati.
Un attacco di panico dura di solito da 5 a 30 minuti e la maggiore gravità dei sintomi si ha dopo circa 10 minuti.
Può manifestarsi anche durante il sonno e svegliare il soggetto.
I primi episodi di panico sperimentati da un soggetto si imprimono in modo indelebile nella sua mente, in quanto si tratta di un’esperienza inattesa, molto spiacevole, spesso accompagnata dalla paura di svenire, di perdere il controllo, di morire o di impazzire; in genere la persona cerca di allontanarsi dal contesto in cui si è verificato l’episodio, sperando, in questo modo, che il panico cessi.
Spesso le crisi d’ansia in soggetti predisposti sono secondarie ad avvenimenti stressanti, in particolare, esperienze di perdita o di minaccia, tuttavia non si verificano durante il periodo di stress, ma quando esso è stato superato, ovvero quando si allenta la tensione emotiva.

test valutazione dell'ansia

http://www.psiconline.it/settori/test/testansia.html (thanks psicoonline.it)

terapia

Il trattamento della crisi d'ansia consiste inizialmente nel creare una situazione ambientale rassicurante, capace di ridurre al minimo le stimolazioni che sono all'origine dello stato ansioso, e contemporaneamente nell'uso di farmaci tranquillizzanti. Attualmente esiste infatti una vasta gamma di psicofarmaci che consentono sempre di bloccare la crisi e di ridurre la tensione ansiosa persistente che spesso si prolunga oltre il termine della crisi. Sarebbe opportuno che la prescrizione di questi farmaci venisse fatta esclusivamente dai medici. Purtroppo invece l’uso delle benzodiazepine e dei farmaci di ultima generazione che agiscono anche sull’umore spesso e affidato ad una certa superficialità. Il ricorso alla psicoterapia deve essere sempre valutato con attenzione.

ansia e iperventilazione

Per quanto riguarda l’iperventilazione nell'ansia è interessante vedere come l’organismo può avere mancanza di ossigeno proprio per il fatto di respirare di più. Fatto, questo, che in un soggetto ansioso è piuttosto frequente. Quando l'ansia prende il sopravvento, se di ansia si parla, la respirazione corta provoca una aumentata frequenza del respiro, il quale a sua volta fa aumentare anche l'ansia stessa. Questo si traduce, oltre a un aumentato livello di ansia, anche in un'aumentata ossigenazione del sangue.

Sembra un paradosso eppure, per via di quello che viene definito effetto Verigo-Bohr, livelli di ossigeno troppo elevati nel sangue non permettono ai tessuti di recepire l’ossigeno di cui hanno bisogno, mentre al contrario, un livello maggiore di anidride carbonica permetterebbe all’ossigeno di passare nei tessuti. In un circolo vizioso tristemente noto a chi soffre di uno dei più noti disturbi d'ansia, quello degli attacchi di panico, questa mancanza di ossigeno nei tessuti aumenta la richiesta di aria nei polmoni, per cui la respirazione aumenta, il sangue viene ancor di più ossigenato in un circolo vizioso senza tregua finché il sovraccarico neurofisiologico riporta l’organismo, esausto, allo stato di riposo, in una temporanea tregua dall'ansia.

dap

Il DAP è caratterizzato dall'improvviso verificarsi di un senso di paura senza alcun motivo particolare o apparente, durante il normale svolgimento delle attività quotidiane.

La maggior parte degli attacchi di panico raggiunge la massima intensità entro 10 minuti ed i sintomi sono caratterizzati da iperventilazione, tremori, movimenti oscillatori,sensazione di caldo o di freddo, sudorazione profusa, nausea, palpitazioni, dolori al petto.

Alcuni presentano il fenomeno della depersonalizzazione ossia hanno la sensazione di trovarsi all'esterno del proprio corpo e di guardarsi dall'alto.

Altri hanno invece la sensazione che il proprio corpo sia irreale, in questo caso si parla di derealizzazione. Ogni attacco può provocare una preoccupazione sempre maggiore, chiamata ansia anticipatoria che può aumentare fino a colmare le ore o le giornate che separano un attacco da un altro.

Circa 1/3 dei giovani adulti ha almeno un attacco di panico tra 15 ed i 35 anni e, secondo il DSM IV dall'1.5 al 3.5% della popolazione mondiale sviluppa un disturbo da attacchi di panico nel corso della propria vita.

Sembra esserci una causa biologica a tutto ciò: trigger difettoso della parte del cervello che normalmente scatena la reazione di difesa allo stress o fuga: durante un attacco di panico il cervello segnala un pericolo che nella realtà non c'è. Esiste inoltre una predisposizione genetica e quindi familiarità per questo disturbo.

Il Dap si sviluppa e si aggrava gradualmente: inizialmente l'attacco o gli attacchi possono verificarsi improvvisamente, successivamente possono invece manifestarsi subito rima o subito dopo l'incontro con una persona, con un oggetto o con una situazione che determina ansia.

Con l'accrescersi dell'ansia anticipatoria molte persone preferiscono evitare i luoghi le situazioni in cui si sono manifestati precedenti attacchi sviluppando agarofobia, nonostante essi non sappiano bene di cosa abbiano paura: l'importante è evitare l'attacco.

Un esempio
Inizialmente questi soggetti possono svolgere normalmente la loro attività quotidiana, se gli attacchi proseguono, tuttavia, si assisterà ad una graduale eliminazione della propria vita di relazione e lavorativa fino alla totale inabilità.

Immaginiamo una giovane donna che non ha mai sofferto di ansia in passato che un giorno, d'improvviso, senza nessun segno premonitore, in una situazione di assoluta apparente normalità viva questo episodio.

In un momento qualsiasi e in un posto qualsiasi di una giornata qualsiasi ha, d'improvviso la sensazione di essere prossima alla sua morte.

Senza ragione viene assalita da giramenti di tasta, dolori di stomaco, oppressione del respiro, tremori a tutto il corpo, brividi, nausea: una tempesta neuro vegetativa dalla quale teme che non uscirà mai e che per quanto duri pochi minuti sembra eterna.

Questa persona al termine dell'attacco di panico cerca un sollievo da chiunque glielo possa dare: spiegandole cosa è successo, rassicurandola, dandole una pacca sulla spalla, dandole un farmaco o un consiglio che ridimensioni il terrore assoluto provato. La storia se non interviene intelligente e una terapia adatta, dura per tempi infiniti.

La prima preoccupazione sarà quella d'individuare la malattia fisica di cui soffre, e sarà senza risposta con il rischio di diventare ipocondriaci; la seconda sarà quella di mettere, inutilmente tra sé e il panico una distanza di sicurezza.

Per questo comincerà ad "evitare" cioè a non fare tante piccole grandi cose della vita quotidiana con la scusa che potrebbero farla stare male.
Alla fine gli evitante rimarrà solo la segreta aspettativa, mai corrisposta , che starsene chiusi dentro casa per il resto della vita, le eviterà gli attacchi.

La terza preoccupazione è quella di mantenere sempre un elevato livello di ansia anticipatoria, quella condizione fittizia di poter interferire, mantenendo un elevato livello di paura di avere paura con il decorso della malattia.

disturbo da ansia generalizzata

Disturbo da Ansia Generalizzata ( GAD )

Il GAD è caratterizzato da un costante, e peraltro ingiustificato, senso di preoccupazione verso qualsiasi evento che raggiunge una tale gravità da causare una sintomatologia che persiste per almeno sei mesi.

I sintomi che possono comparire in questa patologia sono:

  • costante inquietudine: i soggetti temono il peggio e non possono controllare il loro stato d'ansia e di apprensione
  • dolori muscolari aumento dello stato di vigilanza
  • insonnia
  • difficoltà di concentrazione
  • sudorazione, tachicardia, vertigini, diarrea, ecc
  • cefalea

    Questo disturbo può compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua:
    si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda.

    Un senso di ansia, a volte vago, altre greve, accompagna immancabilmente questi soggetti.
    Sono irrequieti, tesi, hanno difficoltà a concentrarsi, per quanto stanchi non riescono a sedersi, non riescono a riposare.

    La naturale conseguenza è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività.

    Alcuni sviluppano un episodio di depressione maggiore per cui si rivolgono allo specialista, altri, preoccupati per la loro salute, iniziano iter diagnostici e terapeutici dispendiosi e del tutto inutili Se non riconosciuto e curato, il disturbo d'ansia generalizzato può protrarsi per molti anni riacutizzandosi nei momenti di maggiore stress.

    Un esempio
    Un signore di quaranta anni, normalmente tranquillo, capace di seguire il lavoro, la famiglia, il tempo libero, con buoni risultati e grande soddisfazione.

    Negli ultimi tempi sono aumentate le preoccupazioni sul lavoro e ha avuto qualche momento di difficoltà anche nel rapporto con gli altri, si sente più nervoso e meno concentrato, la sera fatica a prendere sonno e la mattina appena sveglio pensa con affanno a quello che dovrà fare durante la giornata.

    Racconta di avere una sensazione costante di affaticamento muscolare e di tensione psicologica; è sicuro che i piccoli avvenimenti della vita recente non possono essere la causa di questo disagio.

    Più cerca di ragionare per capire cosa sia successo e più s'innervosisce.
    Un circolo vizioso senza fine in cui le soluzioni che si propone complicano di più la sua vita.
    Soprattutto non si fa una ragione di alcuni segni fisici: una stretta alla nuca, l'irrequietezza, l'incapacità a stare fermo, alcuni formicolii, il minore appetito.
    E' come se fosse sempre pronto a partire per una gara ad una velocità a cui non si è mai iscritto.

    La diagnosi di ansia generalizzata viene dal fatto che non c'è nessuno dei sintomi comuni agli altri disturbi d'ansia.
    Non deve stupire il fatto che manchi una causa o un elemento scatenante, perché questo disturbo ha, come anche altri, la caratteristica di non poter riconoscere un motivo esterno che lo giustifichi.
    Ed è questa spesso la causa di maggiore preoccupazione per chi ne è affetto.

ALCUNI DISTURBI

Sintomi Fisici
Sintomi Psicologici
Tachicardia Disturbi del sonno
Alterazione della pressione sanguigna Paura
Crisi lipotimiche Irrequietezza
Tics Facile affaticamento
Pallore o rossore Difficoltà di concentrazione
Sudorazione Vuoti mentali
Tremore Senso di tensione muscolare
Acidità di stomaco
Crampi all'addome
Problemi respiratori
Stipsi
Diarrea
Vertigini

martedì 26 giugno 2007

un sito interessante sulla cura degli attacchi di panico

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venerdì 25 maggio 2007

Ansia e attacchi di panico

Mi presento, mi chiamo Gabriele e abito nella periferia di Milano.
Conosco molto bene tutte le parole che ho utilizzato perchè le ho vissute in prima persona in modo molto molto pesante.
Ognuno crede che l'altro non possa capire fino in fondo che cos'ha quando parliamo di attacchi di panico e simili, ma non si considera quasi mai che c'è sempre qualcuno che le ha vissute in modo più o meno uguale.

Bene, dopo aver introdotto più o meno quello che ho da dire posso cominciare.

Voglio far riflettere tutte quelle persone che stanno male e non conoscono i motivi della loro sofferenza, e voglio anche far riflettere tutte quelle persone che stanno male e sono convinte di sapere perchè (non vi siete mai chiesti perchè continuate a soffrire se avete capito tutto?)(mi riferisco ai patiti di psicofarmaci).

Per cominciare vi porto la mia testimonianza.

Come dicevo mi chiamo Gabriele, ho 23 anni e HO SOFFERTO di attacchi di panico in modo molto pesante. Tutto è cominciato quando avevo 18 anni circa, frequentavo la scuola superiore al terzo anno perchè per una serie di motivi ho perso alcuni anni scolastici. Le delusioni a scuola erano sempre più dure da mandare giù, i litigi con i professori erano sempre più pesanti e l'ennesima batosta da un amico stava per arrivare. Ero insieme ad una ragazza da circa un anno e quando lei è partita, ho mandato letteralmente a fanculo il mio migliore amico, ho perso l'anno scolastico per disperazione ed erano ormai 5 o 6 mesi che soffrivo in modo insopportabile di gastrite, è arrivato il primo vero attacco di panico. Ho perso qualcosa come 10 Kg dallo stress, sono andato in vacanza che ero inriconoscibile e li ho ho avuto altri tre o quattro attacchi molto forti (quasi svenuto in tutti i casi). Al ritorno la mia ragazza che nel frattempo avevo comunque avvisato, si è spaventata per il mio aspetto. Ha deciso di starmi vicino e aiutarmi. Io nel frattempo stavo sempre peggio finché non sono arrivato seriamente a pensare di farla finita per circa un mese. Le ho pensate tutte, il balcone, il gas... non sto neanche ad alencarle perchè sono stati momenti difficili e ho ancora i brividi se ci penso. Da quel momento, dopo aver quasi "toccato il fondo", ho deciso di reagire e da li ho cominciato ad uscire di casa facendo piccolissimi passi alla volta. Prima uscivo a buttare la pattumiera, poi a fare il giro dell'isolato etc etc... fino a cercare di andare a scuola visto che ormai eravamo al mese di ottobre. Niente. Ho deciso di ritirarmi per l'ennesima volta da scuola ricevendo l'ultima botta psicologica dall'istruzione. Ci tengo a precisare che nel frattempo tutti quelli che conoscevo erano già diplomati, iscritti all'università e patentati, io invece? Continuo. La situazione era davvero drammatica quando un passettino alla volta ho deciso di informarmi per trovare qualche specialista in grado di darmi una mano. Da qui comincia la trafila di stronzate che mi hanno rifilato, e non mi frenerò né con i termini né con il dare addosso a quasi tutti i tipi di scienza che studiano la mente. La prima che ho provato è stata la pranoterapia, nemmeno stare ad elencare quanti soldi, tempo e coraggio mi ha fatto perdere. Per carità, i miglioramenti li ho visti, ma volete sapere perchè? Effetto placebo. Quando ti si da uno zuccherino dicendoti che ti passerà il raffreddore ingerendolo, tu ci credi, ti torna la voglia di combattere, il tuo sistema immunitario si rinforza e guarisci dal raffreddore. Peccatto che gli attacchi di panico siano qualcosa di un tantinello diverso. Ricevuta questa delusione non mi sono fermato e ora vi elenco in ordine le cose che ho provato considerando l'effetto placebo di cui parlavo poco fa tralasciando volontariamente la medicina e altre discipline. fisioterapia, massaggi, yoga bla bla bla... PERDITA DI TEMPO! alcune non ve le dico perchè mi risultano quasi imbarazzanti. Soffermiamoci su altre. PNL : una stupenda disciplina che afferma di poter risolvere il problema in una manciata di sedute (quasi un trucco alla copperfield). Vi fanno sedere su una sedia e vi fanno fare una serie interminabile di esercizi che si potrebbero definire assurdi con lo scopo di cambiare la tua reazione a dei pensieri che non saprai mai quali sono. Stai male quando vai in un locale affollato? Ti mettono in piedi e ti fanno ripetere in continuazione dei movimenti, gesti, parole etc etc riferendosi a quel locale in particolare. Risultato? 6 sedute da 70 € l'una, fate voi i conti. Ce l'ho fatta a risolvere il mio problema? Voi non ci crederete ma all'inizio me ne ero quasi convinto. Si, ce l'ho fatta! ... dopo qualche giorno il pensiero si è tramutato in SI, ce l'ho fatta?! ..col cazzo!! Mi venivano paure che non avevo fino alla settimana prima, fate voi! Tutto da capo. NEUROLOGIA, PSICHIATRIA etc : queste sono le arti mediche, le chiamo arti proprio perchè bisogna essere degli artisti per vedere la soluzione come la vedono loro. Una pillola! Ma ti pare? Allora,capiamoci, lo psicofarmaco funziona, questo è poco ma sicuro... solo che ha lo stesso effetto della PNL (ah, programmazione neuro-linguistica visto che non l'ho detto prima)!! Lo psicofarmaco ti fa andare nel locale, ti fa uscire, andare al lavoro, ok! tutto bene. Ma come la mettiamo con il fatto che agisce a livello chimico sul sistema nervoso indebolendo la produzione di quelle simpatiche sostanze che ti fanno venire PAURA!??!? Tutta la vita con lo psicofarmaco? ah, dimenticavo. Crea una dipendenza che vi assicuro è ai livelli dell'eroina. Vai in giro come un zombie, addirittura controindicata la guida quando lo si assume... (cioè per una vita). Loro dicono anche che lo psicofarmaco va accompagnato ad una terapia molto intensa. Non per deludervi ma le terapie di cui parlano sono sempre come quelle che ho elencato fino ad ora. Ne utilizzano una sola che se fatta bene funzionerebbe, peccato che è fatta seguendo metodologie diverse ... e quelle degli ospedali o degli studi neurologici o psichiatrici sono proprio quelle non efficaci. Non ho volutamente detto di quale si tratta perchè è nel nome del file insieme ad un altra che ancora non ho citato. Tra poco ne parliamo. Torniamo a me. In tutto questo casino mi sono ritrovato ad avere 21 anni e mezzo senza averci ancora capito proprio un cazzo. Ero in crisi totale, sapete quando sei cupo, non parli, mangi ma non sai perchè... arrivi a un punto dove non riesci più nemmeno a trovare un senso nelle cose più piccole che ti circondano. Mangio, perchè? "ho fame" era difficile da capire come risposta. Senza considerare quanto fosse difficile capire che avevo fame per una serie di meccanismi del mio corpo che mi portavano ad averne. Sto esagerando ovviamente, ma è per farvi capire che nulla per me ormai aveva più senso. Non puoi uscire di casa, non puoi andare a lavorare, non puoi andare a scuola, i tuoi amici si rompono le palle di vederti come un cadavere e ti piantano, la mia ragazza era sparita da mesi ormai... fate voi! (poverina però, devo ammettere che ha fatto molto, ma arrivati ad un certo punto non mi sopportava più...non potevo pretendere più di tanto, ha pure due anni in meno...) Dicevo. C'era una cosa che non avevo provato, la PSICANALISI. E qui vado a capo perchè il capitolo è da affrontare in modo separato.

Prima di parlarne voglio citare l'ultima metodologia che c'è nel nome del file: La psicologia. Devo dire che ho fatto un pò di sedute e NON E' MALE. Ci sono molte cose che aiutano a riflettere su se stessi e ti rendono un pò più cosciente di quello che hai ma soprattutto di quello che sei. I diversi psicologi che ho provato mi hanno aiutato ma ad un certo punto i discorsi diventavano limitati. Non si andava oltre, volevo risposte, volevo capire il perchè! Un giorno anche l'ultima psicologa alla domanda "Si, ma perchè mi è successo tutto questo?" mi ha detto che la sua scienza aveva dei limiti e che proprio questa domanda li oltrepassava, mi sono arreso. Con l'espressione "la psicologia non è male" non intendo dire che mi ha risolto il problema ma che almeno non mi faceva perdere tempo come tutte le altre stronzate provate fino a quel momento. Insomma, era piacevole chiaccherare e capire qualcosa in più di me. Una volta abbandonata anche la psicologia pensavo che sarei rimasto così tutta la vita o che forse qualcuno un giorno mi avrebbe davvero davvero aiutato prendendomi come fa un padre con un figlio che si è appena perso.

La psicanalisi mi ha fatto capire quale fosse il mio problema e mi ha aiutato a risolverlo. (se mi sentisse il mio analista mi direbbe, e dove sono io in tutto questo?).
(la battuta si riferisce al fatto che dico che è la psicoanalisi ad avermi fatto capire e non lui ... c'è una storia dietro così lunga che se doveste mai scegliere di andare in analisi e doveste un giorno riprendere in mano questo file capireste tutto e vi ci fareste anche un bel sacco di risate... :-P ). Cerco di sdrammatizzare perchè voglio ridarvi una speranza, non farvi strappare i capelli, ok?
torniamo a questa cultura!! La psicoanalisi è fatta di parole, niente farmaci, niente esercizi umilianti niente discorsi senza senso o troppo superficiali. La psicoanalisi è una soluzione.
Prima di continuare e spiegarvi voglio dirvi questo. Questo non è il primo file che faccio girare in rete (è il secondo!! :-D ). Ho tenuto il precedente file per qualche giorno in share e poi l'ho eliminato. Dopo qualche settimana la mia casella e-mail è stata bombardata di domande, testimonianze... non voglio dirvi cazzate ma nel giro di un anno credo di aver ricevuto qualcosa come 1500 e-mail. Questa dovrebbe essere per voi la testimonianza che nel mondo non siete da soli e che tanti sono nelle vostre stesse condizioni perchè tutti quei figli di puttana che ho citato prima ci fanno credere di essere bravi ognuno più degli altri. E' sempre così. Il bello è che mio padre mi ha insegnato queste cose da piccolo ma mi sono fatto fregare come tanti di quei 1500. (Era un venditore, adesso è in pensione). Quella gente vende il proprio prodotto. Con la pillola ti passa tutto, in 6 sedute ti farò diventare migliore, mettendoti le mani a 2 centimetri dalla testa ti passerà tutto ... e avrai anche i superpoteri... ma vaffanculo, questa è la mia vita, non sono uno che ha 5 euro da regalare a un marocchino(senza offesa), sono uno che rischia di buttare i suoi anni nel cesso!!! Tornando a noi vi giuro che molto più della metà di queste persone è guarita veramente solo con la psicoanalisi, e molti di questi hanno cominciato l'analisi grazie all'e-mail che ho scritto. Io non voglio prendermi nessun merito e mai me lo prenderò, siete voi e solo voi che avete in mano la vostra vita... nessuno può vendere o comprare parte di essa!

PSICANALISI : lo psicanalista tanto per capirci, sapete cosa fa? vi faccio capire in che mani siamo.

Prima devo spiegarvi cos'è la "domanda". Per domanda si intende (terminologia psicanalitica) la richiesta di aiuto del cliente (non paziente). Vai da uno psicanalista perchè ti risolva il problema? non è una domanda. Vai dallo psicanalista per farti il culo e LAVORARE su te stesso affinchè tu possa cominciare (e non ricominciare...se ci pensate bene è così) a vivere?? questa è una domanda.

Riprendiamo. Se fate una vera domanda lo psicanalista vi prende in cura, se non la fate VI MANDA VIA!!! ... è un vero e proprio colloquio di lavoro. Tutti gli altri mi hanno "preso in cura" senza nemmeno chiedermi il nome praticamente.
Altro punto. Lo psicanalista costa, come la pnl per intenderci o meno a seconda dei casi, ma sapete perchè? Non lavori su te stesso? ti deve rodere il culo perchè stai spendendo un pacco di soldi per niente. Te la fanno sudare la guarigione, ma è giusto che sia così cazzo. Come si può pretendere di togliersi dalle palle un macignio senza sudare 7 camice? In più, non hai i soldi ma allo stesso tempo vuoi andare dallo psicanalista?? LI TROVI!! lavorate con gli attacchi di panico, sudate freddo come ho fatto io insieme a tutti quelli delle mail per pagarvi le sedute!!
Altro punto. Non guardi lo psicanalista in faccia ma ce l'hai dietro, e sei su un comodo divano in uno studio molto accogliente tanto da sembrare un salotto (tanti hanno lo studio proprio in casa)... volete sapere perchè? Perchè senza avere distrazioni o inibizioni ci si può concentrare su se stessi in modo migliore.
Altro punto. La seduta dura 20 minuti! voi direte 50/60/70 € a seduta?? per 20 minuti?? l'unica risposta è provateci e vediamo se riuscite ad andare oltre. alla fine di quei venti minuti avrete spostato il macigno di un millimetro dalle vostre palle e vi sembrerà di aver spostato un grattacielo. SARETE ESAUSTI!! Garantito.
L'analisi vi da uno spunto di riflessione su tutte le cose che non vanno nella vostra vita guidandovi a soluzioni a dir poco geniali.
La psicanalisi in fondo non è nulla di così strano. Ogni cosa è una seduta, una chiaccherata con un amico, un fumetto e un libro, un film... TUTTO INSOMMA! Solo che le sedute sono come 50 chiaccherate con il vostro migliore amico e sono tutte mirate ad uno specifico problema perchè ricordiamoci che chi vi segue è uno specialista, non un venditore. Vorrei anche aggiungere una cosa, lo psicanalista diventerà vostro amico, un amico vero...io col mio ci vado anche a bere fuori!! Farete un percorso così profondo insieme che sarà impossibile separarvi dopo. Una volta gli ho fatto una battuta... "con tutti i soldi che ti ho dato ci mancherebbe..." riferendomi alla nostra amicizia... lui mi ha risposto "la salute costa cara...!" è una risposta che potrete capire solo andando in analisi. So che vi sebra tutto molto strano detto così, me dopo un anno di sedute vi assicuro che vedrete il mondo in un modo splendido... io sono al settimo cielo tutti giorni...ogni tanto ho dei momenti di debolezza come tutti ma tutto sommato vivo da dio...!
Il percorso consiste nel trovare prima il punto di partenza che solitamente risale intorno ai 5/6/7 anni (non oltre solitamente) e tutti gli altri che invece sono sempre cause ma che fanno riferimento al primo, arrivando poi a risolvere le cose fino al giorno d'oggi e analizzando con flashback continui tutta ma proprio tutta la vostra vita. L'unica regola è dire tutto senza freni, non abbiate paura di parlare di masturbazione, di pedofilia, di perversione, di furti... di nulla (sono esempi, ogni storia è differente). Ogni cosa detta è un passo avanti verso la comprensione di qualcosa di voi.

(La migliore psicoanalisi è quella Freudiana... tenetelo bene a mente e chiedeto nel caso doveste andare da uno psicoanalista...le altre funzionano ma hanno delle piccolissime lacune, sciocchezze a confronto di quello che vi propinerebbero gli altri stronzoni venditori bastarti... gente in grado di rubarti il tempo! C'è chi ci riesce purtroppo... Attenti!!!)

Ho finito.

Vi lascio una mail che è la stessa che ho utilizzato tempo fa : gapdj@hotmail.com . Forse me ne pentirò ma utilizzatela per qualsiasi e ripeto qualsiasi richiesta, commento, delucidazione... TUTTO INSOMMA!!... non disperate se non vi risponderò subito perchè se va anche solo la metà di quello che penso non avrò tantissimo tempo per rispondere.

Ultima cosa ma non meno importante è che con le 1500 mail ho anche raccolto nomi di psicanalisti davvero bravi che però sono solo dalle mie parti. milano per intenderci. Non tutti e 1500 erano di milano ovviamente ma i nomi che mi sono stati indicati li ho segnati e sono andato personalmente a conoscerli per vedere di che gente si trattasse, quindi ho nomi di gente affidabile e soprattutto che sa fare il proprio lavoro. Non abbiate paura a chiedermeli, ve li darò volentieri. Posso darvi senza problemi anche il nome del mio psicanalista che mi ucciderà perchè lavora molto. :-D . Insomma, non disperate. Avete trovato la strada corretta, mi raccomando. Magari ci si conosce anche e si diventa amici (come è già successo con alcuni dei famosi 1500 che ancora oggi mi ringraziano :-P ).

Mi dispiace se doveste aver trovato errori di battitura ma ho scritto tutte queste parole senza soffermarmi sull'apparenza e sulla punteggiatura. Scusatemi.

Non mi resta che salutarvi e farvi un in bocca al lupo. Ah, quasi dimenticavo...non sto cercando di vendervi un buon prodotto, che sia chiaro... sono una persona coerente io!! Andate a chiedere, informatevi, cercate di capire e conoscere tutte le discipline di cui vi ho parlato e divertitevi a vedere come vogliono vendervi qualcosa. Altri saranno straprofessionali, altri non vi faranno nemmeno parlare... FATELO, non fidatevi di me, non DOVETE!! E' la vostra salute, dipendete dalla vostra conoscenza del mondo...!!

Lo faccio perchè so cosa vuol dire... se facessi anch'io il venditore sarei parecchio fallito perchè non ho prodotti da vendere. Ma qualcosa ci guadagno... un sorriso ;-)

Ciao. Gabriele.