Per quanto riguarda l’iperventilazione nell'ansia è interessante vedere come l’organismo può avere mancanza di ossigeno proprio per il fatto di respirare di più. Fatto, questo, che in un soggetto ansioso è piuttosto frequente. Quando l'ansia prende il sopravvento, se di ansia si parla, la respirazione corta provoca una aumentata frequenza del respiro, il quale a sua volta fa aumentare anche l'ansia stessa. Questo si traduce, oltre a un aumentato livello di ansia, anche in un'aumentata ossigenazione del sangue.
Sembra un paradosso eppure, per via di quello che viene definito effetto Verigo-Bohr, livelli di ossigeno troppo elevati nel sangue non permettono ai tessuti di recepire l’ossigeno di cui hanno bisogno, mentre al contrario, un livello maggiore di anidride carbonica permetterebbe all’ossigeno di passare nei tessuti. In un circolo vizioso tristemente noto a chi soffre di uno dei più noti disturbi d'ansia, quello degli attacchi di panico, questa mancanza di ossigeno nei tessuti aumenta la richiesta di aria nei polmoni, per cui la respirazione aumenta, il sangue viene ancor di più ossigenato in un circolo vizioso senza tregua finché il sovraccarico neurofisiologico riporta l’organismo, esausto, allo stato di riposo, in una temporanea tregua dall'ansia.
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